Emma Cianchi e la forza del collettivo: con UNO | MANY la danza diventa visione

Ci sono coreografi che costruiscono movimenti e altri che riescono a dare forma a un pensiero. Emma Cianchi appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Con UNO | MANY, nuova creazione per gli studenti del primo anno della Scuola di Danza Contemporanea dell'Accademia Nazionale di Danza, firma un lavoro di grande maturità artistica, in cui tecnica, ricerca e sensibilità si fondono in una partitura scenica di forte impatto.

Curando anche i costumi, Cianchi mette in scena un ensemble numeroso trasformandolo in un organismo vivo, capace di respirare all'unisono senza perdere l'identità dei singoli interpreti. I corpi si cercano, si sostengono e si separano seguendo una corrente invisibile che attraversa l'intera composizione, dando vita a immagini in continuo mutamento. La scrittura coreografica alterna fluidità e virtuosismo, equilibrio e tensione, rivelando una raffinata capacità compositiva.

Il dialogo tra le musiche di Franz Schubert, Lino Cannavacciuolo e Julia Primicile Carafa, insieme alle luci di Stefano Pirandello, amplifica una narrazione essenziale ma intensa, nella quale ogni elemento contribuisce a costruire un paesaggio emotivo coerente e coinvolgente.

Il merito più grande di Emma Cianchi è quello di affrontare il tema della comunità senza ricorrere a simbolismi didascalici. La sua danza suggerisce, evoca e lascia spazio all'interpretazione dello spettatore, ponendo una domanda tanto semplice quanto universale: quanto possiamo essere uno, pur restando molti?

Con UNO | MANY, la coreografa conferma ancora una volta il suo talento nel trasformare il movimento in un linguaggio capace di parlare a tutti, offrendo agli interpreti un'esperienza di crescita artistica e al pubblico uno spettacolo che unisce bellezza, ricerca e profondità. 

                                        Manuela Barbato 

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