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Il teatro italiano non è morto, ma vive male. Fondi, distribuzione e pubblico il macello italiano.

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variation+ leopoldo guadagno - ph karolina kuras Il teatro italiano  vive di soldi pubblici, come un eterno studente fuori corso: creativo, affascinante, ma incapace di mantenersi da solo, eppure basta attraversare un confine per accorgersi che altrove la stessa forma d’arte respira meglio. Non perfettamente, ma con più pubblico, più circolazione, più senso . La domanda quindi non è solo cosa non funzioni in Italia, ma perché in altri paesi europei il teatro, e soprattutto la danza contemporanea, sembrino stare molto meglio. In Italia il teatro è sostenuto in larga parte da fondi pubblici: il FUS che, insieme ai contributi territoriali erogati da Regioni e Comuni, permette a teatri, festival e compagnie di esistere e  senza tutto ciò, gran parte del sistema si sgonfierebbe rapidamente. Il punto è che questo sostegno, invece di generare sviluppo, spesso produce immobilità, infatti in molte realtà si programma per mantenere equilibri di varia natura, non per allargare il pub...

Rubrica dentro un Teatro. Dall'intrattenimeno caotico a uno spazio di riflessione: come il teatro ha cambiato il pubblico

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teatro di dioniso - atene Il teatro non è sempre stato un luogo silenzioso con spettatori concentrati come lo vediamo oggi. Per gran parte della sua storia è stato rumoroso, vivace, caratterizzato da continue reazioni spontanee. Gli spettatori mangiavano, commentavano, ridevano ad alta voce, e poi  fischiavano, si ribellavano a ciò che dicevano gli attori dando luogo a veri e proprio botta e risposta . Solo lentamente il teatro si è trasformato in uno spazio di ascolto, di riflessione e di cultura. La storia del teatro, quindi, non riguarda solo attori, autori e maestranze: riguarda anche il pubblico , il modo in cui le persone si siedono in sala, guardano la scena e partecipano allo spettacolo.  Oggi lo spettatore siede in religioso silenzio - o quasi -, ma qual è la storia del pubblico. Il teatro occidentale nasce nell’ antica Grecia, tra il VI e il V secolo a.C. , durante le feste dedicate a Dioniso ad Atene . Non erano spettacoli per pochi intenditori: erano enormi event...

Dirigere una compagnia di Danza Contemporanea. Intervista a Nyko Piscopo

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@serena nicoletti Cornelia è una compagnia di danza nata nel 2019 a Napoli, fondata da Nyko Piscopo, Nicolas Grimaldi Capitello, Eleonora Greco, Leopoldo Guadagno e Francesco Russo . Nel 2021 ha ottenuto dal Ministero della Cultura il riconoscimento come organismo di produzione della danza. Alla direzione c’è Nyko Piscopo, nato nel 1986, un outsider dal grande talento, profondamente legato alla sua terra d’origine. Il suo stile non si conforma ad alcuna scuola o movimento specifico, ma è definito da una visione chiara e decisa su ciò che non desidera diventare. La sua determinazione e quella del team Cornelia li spinge a rimanere fedeli alle proprie radici, collezionando riconoscimenti e commissioni grazie a un'incredibile dedizione al lavoro. Piscopo concepisce la creazione artistica come un atto di originalità e fedeltà a se stessi, rompendo schemi convenzionali per trasmettere messaggi estetici, evocativi o narrativi.  Alla domanda su come si ...