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Il teatro italiano non è morto, ma vive male. Fondi, distribuzione e pubblico il macello italiano.

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variation+ leopoldo guadagno - ph karolina kuras Il teatro italiano  vive di soldi pubblici, come un eterno studente fuori corso: creativo, affascinante, ma incapace di mantenersi da solo, eppure basta attraversare un confine per accorgersi che altrove la stessa forma d’arte respira meglio. Non perfettamente, ma con più pubblico, più circolazione, più senso . La domanda quindi non è solo cosa non funzioni in Italia, ma perché in altri paesi europei il teatro, e soprattutto la danza contemporanea, sembrino stare molto meglio. In Italia il teatro è sostenuto in larga parte da fondi pubblici: il FUS che, insieme ai contributi territoriali erogati da Regioni e Comuni, permette a teatri, festival e compagnie di esistere e  senza tutto ciò, gran parte del sistema si sgonfierebbe rapidamente. Il punto è che questo sostegno, invece di generare sviluppo, spesso produce immobilità, infatti in molte realtà si programma per mantenere equilibri di varia natura, non per allargare il pub...