TRES di marco de alteriis - ph vito di leva Nella Giornata Internazionale della Danza , il 29 Aprile, ho provato una gioia autentica nel vedere la danza protagonista su Rai 1 con Siamo Danza . Portare in prima serata, nel cuore del servizio pubblico, un’arte così esigente e raffinata è un gesto culturale importante: significa riconoscere alla danza un ruolo non marginale, ma centrale nella costruzione dello sguardo collettivo. Danzatori straordinari – dalla luminosa Eleonora Abbagnato ai talentuosi Sasha Riva e Simone Repele – insieme a coreografie di grande repertorio, hanno mostrato una qualità che merita di essere condivisa con tutto il Paese. Eppure, proprio da questa bellezza nasce una domanda che sento urgente: che cos’è davvero la danza contemporanea? Storicamente, ogni linguaggio artistico nasce come rottura. Il balletto classico codifica un sistema – pensiamo all’ Académie Royale e alla formalizzazione del gesto sotto Luigi XIV – mentre il Nove...
C’è gran fermento sui social e tra gli addetti ai lavori per la prima edizione del festival di cultura, danza e mito Anima Flegrea di Antonio Colandrea . Artista poliedrico e molto seguito anche sui social, il direttore artistico sta curando personalmente la lunga volata alla prima serata della sei-giorni di Anima Flegrea, in scena all’ Acquamorta di Monte di Procida dal 27 giugno a domenica 2 luglio. Un via vai di artisti di primissimo piano per un festival assai glamour, proprio come nelle corde del direttore artistico. Anima Flegrea è un festival del mito, della cultura e della danza con brand e progetto internazionale, prodotto dal Comune di Monte di Procida e la WiAutomation , con l’organizzazione di ArtGarage – Centro Coreografico e delle Arti Performative Contemporanee, in collaborazione con CampiFlegrei Active, Artù, Avvertenze Generali, la ProLoco di Monte di Procida e l’Endas. “Anche in questa mia nuovissima avventura ho scelto collaboratori esperti e in gamba –...
ph flavia tartaglia Al Piccolo Bellini di Napoli è andato in scena uno spettacolo poetico e introspettivo, universalmente valido e profondamente intimo, uno spettacolo dalla incredibile drammaturgia così come non si vedeva da tempo. E i due coreografi, Paolo Mohovich e Cosimo Morleo hanno voluto dedicarlo al Teatro Sannazzaro e a tutti gli artisti coinvolti. ph flavia tartaglia Cinque specchi si impadroniscono della scena, ma non riflettono: interrogano, tormentano, attraggono verso il passato distogliendo dal momento presente. Au revoir Miroir è un congedo leggero e a volte struggente dall’idea rassicurante dell’identità, un saluto elegante – e definitivo – a quella superficie lucida in cui fingiamo di riconoscerci e che invece non fa altro che metterci in crisi aprendo la strada a infiniti interrgativi, dubbi, "se" e "ma". Non è uno spettacolo che racconta una storia particolare, piuttosto racconta la storia di ognuno di noi per poi smontarla, frantumarla ...