Il lavoro di Christiane Löhr nasce dal contatto diretto con la natura nella quale trova gli elementi e i segni del suo linguaggio espressivo. L’artista è guidata dalla stessa geometria interna dei suoi materiali, così da realizzare architetture fluttuanti, sorprendentemente leggere e fragili, ma al tempo stesso forti e solide, che rivelano il suo interesse sperimentale per lo spazio e insieme un’attenzione costante al mondo intimo e segreto delle cose.
Superficie e spazio sono i temi principali dei suoi disegni. Le sue strutture lineari "crescono" da un punto della parte inferiore della pagina al bordo superiore, e sviluppano quello che lei definisce un "flusso in uscita, dall'interno verso l'esterno". Otticamente sembra che possano crescere all'infinito e conquistare la stanza.
"Ho sempre disegnato, è una parte importante del mio lavoro. Quando ho iniziato, i miei disegni erano piuttosto piccoli. Ora lavoro su disegni che sono più alti di me. Il disegno è molto legato al corpo, e ho bisogno di sviluppare una specifica attitudine interiore con ogni nuovo formato. La carta e il suo formato, la sua superficie, poi il mezzo che uso - grafite, pastello a olio, a volte un inchiostro molto fluido - sono tutti elementi molto importanti per me. Cerco un movimento che guidi la linea. Un foglio cresce dall'altro. A volte sembra che il secondo foglio assomigli al primo, e il terzo al secondo. Ma quando guardo il primo e l'ultimo foglio, improvvisamente c'è un percorso che diventa possibile solo attraverso quel processo". Estratto da: Christiane Löhr in Conversazione con Claudia Dichte. Cristiane Löhr, Hatje Cantz, Berlino 2020 |